Domani andrà peggio.
“…in un giorno d’estate del 1944, mia madre venne fatta scendere da un carro merci e imbarcata, insieme al resto del carico umano che era stato trasportato da Belgrado al campo di concentramento di Bergen Belsen. Vide un gruppo di donne tedesche, alcune a piedi, altre in bicicletta, rallentare al passaggio della loro processione e guardare con curiosità indifferente i loro volti. Per me queste donne sono diventate il simbolo ripugnante di chi osserva da fuori. Per questo ho deciso che il mio posto non era tra i passanti…” Da: “Domani andrà peggio” di Amira Hass.
Continua la lettura >>La shoah in Italia.
Nel suo ultimo libro Sarfatti torna a indagare alcuni punti spinosi, mai apertamente indagati e per noi italiani dolenti. Esiste una via italiana alla Shoah? Per Sarfatti sì, e per capirla fino in fondo bisogna cominciare con il prendere coscienza del fatto che le leggi razziali non vennero promulgate solo su pressione della Germania.
Continua la lettura >>Eritrea: speranze deluse, promesse tradite
La dichiarazione di indipendenza dell’Eritrea dall’Etiopia era stata salutata come un evento storico da parte degli eritrei e dell’intera comunità internazionale. Molto velocemente però, una situazione potenzialmente ricca di prospettive per la nascita di una vera democrazia in Africa, si è trasformata in un’esperienza di tipo dittatoriale. Eritrei e italiani si confrontano su problematiche scottanti. Che ruolo può avere la diaspora eritrea e quale invece può riservarsi l’Italia, come ex paese colonizzatore di quel territorio?
Continua la lettura >>Diritto internazionale. Multilateralismo e guerra preventiva.
Il diritto internazionale si è sempre preoccupato prima di tutto di guerra. La Carta dell’Onu arrivava a definirla un illecito, ma questo è valso fino agli anni Novanta.
Confronto con Salvatore Senese e José Luis Del Rojo
La guerra che si doveva evitare.
Alla vigilia della guerra contro l’Iraq, si parla delle possibili conseguenze internazionali, del ruolo dell’Europa nel nuovo ordine mondiale e della presunta vocazione imperialistica degli USA.
Confronto con Massimo Cacciari e Massimo D’Alema
Contro la tortura. Oggi, nel 2004.
Le immagini del carcere di Abu Ghraib hanno scosso profondamente la coscienza di tutti noi. Interrogarsi su come tutto questo è stato possibile, come ci si trasforma in carnefici, come la guerra cambia il nostro modo di percepire gli altri.
Confronto con Silvia Vegetti Finzi, Moni Ovadia, Laura Balbo, Carlo Garbagnati
Shoah.
Come è possibile parlare della shoah? Le testimonianze dei sopravvissuti sono sufficienti o è necessario affiancarle a un percorso didattico che non le isoli in un contesto astorico?
Dibattito a partire dalla presentazione dei libri “Il coraggio di vivere” e “L’insegnamento della shoah tra testimonianza e ricerca”.
Tre confronti coordinati da Alessandra Chiappano e Francesca Romani
Palestina
Eddy Jamous presenta il suo libro “L’arabo ebreo”. La presentazione del film “Ruote 181″ è l’occassione per mettere in luce tutte le problematiche che stanno alla base del conflitto in Medio-oriente. Una delegazione di scrittori provenienti da diversi Paesi si reca nei territori palestinesi per esprimere la sua solidarietà agli intellettuali e al popolo palestinese. L’attenzione dei media e delle organizzazioni internazionali è concentrata sulla costruzione del muro, ma in realtà i “fatti fisici”che da tempo il governo di Sharon sta realizzando sono molti e molto più subdolamente efficaci.
Quattro cnfronti coordinati da Maria Nadotti, Stefano Levi della Torre e
Ferruccio Capelli
Costruire la pace
Nel momento in cui ogni prospettiva di pace nel conflitto israeliano palestinese sembra essere tramontata, c’è ancora chi ha il coraggio di sperare.
Intervista a Janiki Cingoli
La città ferita
Le stragi di Stato sono uno dei periodi più cupi della nostra stroria, periodi sui quali non si è ancora riusciti a fare piena luce.
Confronto coordinato da Ferruccio Capelli


