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ABSTRACT su intervento di Fabio Merlini La rottura del legame sociale
8 novembre 2006 (incontro seminario di filosofia Cura di sé e bene comune)
Il processo di globalizzazione del sistema produttivo, con i suoi effetti sull’organizzazione del lavoro amplificati su scala mondiale, e con le sue ricadute su una molteplicità di soggetti che vanno al di là della sfera della produzione vera e propria, si presenta come la causa di fondo di quella che oggi appare una vera e propria frattura del legame sociale. Dentro questa frattura si incunea l’insinuante e, al tempo stesso, mistificante ideologia liberista della cosiddetta “sovranità individuale”. In altri termini, quell’ideologia che intende l’individuo come “proprietario di se stesso” (a ben vedere già diffusa tra gli “antichi” economisti più apologetici), in base alla quale il medesimo individuo viene considerato ne più ne meno che “responsabile della propria condizione”. Una formula - quest’ultima - che si mostra come il vero fondamento di una pervasiva teoria della competitività individuale eccedente - come tale - il contesto culturale, sociale ed economico in cui gli individui stessi si muovono.
Dentro questa assoluta astrazione, l’individuo si trova compresso in una pletora di “figure” che fungono in realtà da modelli comportamentali imperativi: motivazione individuale, capacità di relazione in rete, disponibilità di risorse (umane), energia, velocità, autonomia decisionale. Ne conseguono, per tutti coloro impossibilitati o incapaci di adeguarsi, forme depressive e patologie dell’insufficenza che si spingono fino al risentimento di sè e al rancore con se stessi. Rottura del legame sociale, quindi; individualizzazione estrema, atomizzazione come effetto perverso di una opacità del sistema produttivo che la globalizzazione sembra accentuare.
Dentro questo scenario, i tre attori del sistema economico-politico moderno Lo Stato, la società civile, l’impresa sembrano aver rovesciato la loro gerarchia. Nel quadro della riorganizzazione complessiva del sistema produttivo, sempre più cresce il peso sociale dell’impresa. Emerge una redistribuzione delle responsabilità sociali all’interno della quale l’impresa si sostituisce almeno parzialmente allo Stato. Ciò sta a significare che oggi l’impresa produce politica. In quanto tale essa deve porsi come il soggetto conoscente di un tale cambiamento, assumendo su di sé la responsabiltà degli effetti che ne derivano (incertezza, insicurezza, precarietà, eccetera).
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