Alessandro Rosina  
  casa-della-cultura-milano      
   
 

LA CITTÀ È (ANCHE) DEI GIOVANI


Commento al libro di Carmen Leccardi



Alessandro Rosina


altri contributi:



  alessandro-rosina-vite-aperte-al-possibile-leccardi.jpg




 

Il volume Vite aperte al possibile. Un’indagine longitudinale qualitativa sulle realtà giovanili in Italia (il Mulino, 2025) offre un contributo empirico e teorico di grande rilievo. Curato da Carmen Leccardi, è parte della collana “Trasformazioni della società contemporanea”, promossa dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e si inscrive nella più ampia ricerca Italian Lives (Ita.li) sul mutamento dei corsi di vita in Italia. Da segnalare che nella stessa collana è contemporaneamente stato pubblicato La forza del destino. Origine sociale e opportunità di vita nell’Italia contemporanea” a cura di Mario Lucchini, Serafino Negretti, Maurizio Pisati che consente di approfondire alcuni temi qui considerati (oltre ad altri indagati) all’interno di una prospettiva quantitativa.

L’indagine qualitativa longitudinale coordinata da Leccardi – condotta assieme ad un team di colleghe con solido profilo scientifico – ha seguito per cinque anni (2018-2022) un gruppo di giovani tra i venti e i trent’anni. L’approccio metodologico rende visibile la complessità dei processi biografici: non semplicemente “percorsi di transizione all’età adulta”, ma configurazioni dinamiche e continuamente ridefinite nel tempo. La ricerca mette al centro non solo i percorsi individuali dei soggetti coinvolti, ma anche il modo in cui essi costruiscono senso, riformulano aspettative, riposizionano progetti di vita in relazione alle trasformazioni sociali che li attraversano. Nell’interpretazione dei risultati va però considerato che la progettazione dell’indagine non poteva prevedere l’impatto della pandemia. Inoltre, le persone intervistate tendono ad avere livelli di formazione maggiori rispetto alla condizione media dei coetanei.

Fatta salva questa premessa, le autrici dei singoli capitoli evidenziano come, nonostante le difficoltà strutturali — precarietà del mercato del lavoro, relazioni familiari complesse, transizioni non lineari — i giovani osservati mostrino una capacità non passiva ma riflessiva di fronte alle incertezze continuamente le loro strategie biografiche. I capitoli del volume, più nello specifico, affrontano dimensioni chiave dell’esperienza giovanile, offrendo una mappa interpretabile in relazione alle trasformazioni demografiche, sociali e culturali che interessano l’Italia contemporanea:

Il lavoro è analizzato non solo come oggetto di precarietà, ma come campo di significato in cui aspettative, progetti e frustrazioni si intrecciano. L’indagine mostra come le transizioni occupazionali siano spesso segnate da incongruenze contestuali, oscillazioni tra occupazione, formazione e disoccupazione. Il lavoro incide sulla costruzione identitaria, ma non la determina unilateralmente: i giovani rivendicano anche il controllo del proprio tempo come risorsa di autonomia e qualità di vita.

La famiglia e le relazioni intergenerazionali emergono come contesti di negoziazione costante, tra convivenza e gestione pacifica di conflitti, contribuendo a definire come i giovani articolano la propria autonomia in relazione alle reti di origine.

Scelte formative e mobilità geografica testimoniano come vincoli strutturali e strategie individuali si intreccino: le traiettorie formative sono spesso accompagnate da mobilità interregionale, che riflette le asimmetrie territoriali e le disuguaglianze di opportunità.

Le maglie dell’appartenenza mostrano come il senso di appartenenza alle comunità, ai luoghi e alle reti relazionali sia un processo negoziato e in evoluzione, segnato da conflitti e riconfigurazioni identitarie.

Un contributo significativo della ricerca riguarda le forme di partecipazione politica. Viene confermato e approfondito come i giovani articolino la propria partecipazione in modi che non sempre si riconoscono nei tradizionali indicatori di engagement politico. Alcune esperienze rivelano forme originali di impegno, altre una distanza critica dalle istituzioni, altre ancora riflessioni su ciò che la politica significa oggi a partire da sé. I vissuti di partecipazione/non partecipazione e interesse/non interesse non si esauriscono nella dicotomia convenzionale, ma si radicano in modi in cui i giovani interpretano la loro relazione con la società. In questo senso, l’indagine dialoga con discussioni più ampie sulla legittimità democratica delle giovani generazioni, sul fatto che esse possano contribuire non solo come oggetto di politiche pubbliche, ma come soggetti attivi che ridefiniscono i confini della cittadinanza e della rappresentanza.

Un capitolo, infine, affronta le forme di disagio nei vissuti giovanili, intese non come categorie patologiche, ma come manifestazioni delle tensioni tra aspettative, possibilità e condizioni strutturali. La ricerca mostra che la cosiddetta “stanchezza” dei giovani è spesso espressione di una contraddizione ambivalente tra desiderio di realizzazione e vincoli materiali, un fenomeno che può essere interpretato come parte integrante dei percorsi biografici piuttosto che come deviazione da un modello normativo di successo. E, tuttavia, la relazione tra difficoltà e potenzialità non si esaurisce nello scontro con vincoli: emerge una capacità di resilienza e di creatività, un modo di guardare al futuro con sguardo aperto e non timoroso pur nel riconoscimento delle condizioni sfavorevoli. In altre parole, i giovani non appaiono disorientati in modo passivo, ma vivono l’incertezza come elemento integrante delle loro traiettorie, provando a esplicitare e coltivare “aperture al possibile”.

In un contesto segnato da degiovanimento demografico, precarietà lavorativa, nuove forme di partecipazione e rinnovate traiettorie di mobilità, comprendere come i giovani costruiscono senso e progettualità non è solo utile: è condizione per ridefinire politiche pubbliche e relazioni sociali che non penalizzino le nuove generazioni, ma le includano come soggetti capaci di contribuire attivamente alla costruzione del futuro.

Alessandro Rosina

 

 

N.d.C. Alessandro Rosina è professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano dove è stato direttore del Dipartimento di Scienze statistiche. Dirige il “Center for Applied Statistics in Business and Economics” ed è coordinatore scientifico dell’Osservatorio giovani dell’Istituto G. Toniolo e, dal 2023, dell’Osservatorio sulla Condizione giovanile istituito dalla Regione Lombardia. È Consigliere esperto del CNEL su nomina del Presidente della Repubblica. La sua ricerca verte sulla demografia considerando, in particolare, la transizione alla vita adulta, il degiovanimento, la formazione e valorizzazione del capitale umano, la mobilità internazionale, il rapporto tra generazioni, l’impatto dell’invecchiamento sul mercato del lavoro, la longevità e le nuove fasi della vita.

È tra i fondatori della rivista online Neodemos, di Osservatorio Senior, e co-coordinatore di Alleanza per l’infanzia. Fa inoltre parte del comitato scientifico di varie riviste scientifiche.

Tra i suoi libri: con E. Ambrosi, Non è un paese per giovani. L’anomalia italiana: una generazione senza voce (Marsilio, 2009); con D. Del Boca, Famiglie sole. Sopravvivere con un welfare inefficiente (il Mulino, 2009); L’Italia che non cresce. Gli alibi di un paese immobile (Laterza, 2013); Il futuro non invecchia (Vita e Pensiero, 2018); con A. De Rose, Introduzione alla Demografia (Egea, 2022); con R. Impicciatore, Storia demografica d’Italia. Crescita, crisi e sfide (Carocci, 2022). Il suo ultimo libro è La scomparsa dei giovani. Le 10 mappe che spiegano il declino demografico dell’Italia (Chiarelettere, 2025).

Con il libro Crisi demografica. Politiche per un paese che ha smesso di crescere (Vita e Pensiero, 2021) ha vinto il premio “Atlante” della Fondazione Circolo dei lettori, come migliore opera letteraria sul tema “Demografia e sviluppo sostenibile” (assegnato al Salone del libro di Torino, edizione 2022).

È editorialista de “il Sole 24 Ore” e ha scritto per la Repubblica, L’Avvenire, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Mattino, Il Giorno e diverse riviste politico-culturali. Per Treccani ha curato la voce “Demografia” nell’ambito del progetto editoriale “Parole del 21° secolo”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

17 GIUGNO 2026

CITTÀ BENE COMUNE

Ambito di riflessione e dibattito sulla città, il territorio, l'ambiente, il paesaggio e le relative culture interpretative e progettuali

prodotto dalla Casa della Cultura e dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano

ideazione e direzione scientifica (dal 2013):
Renzo Riboldazzi

direttore responsabile (dal 2024): Annamaria Abbate

comitato editoriale (dal 2013): Elena Bertani, Oriana Codispoti; (dal 2024): Gilda Berruti, Luca Bottini, Chiara Nifosì, Marco Peverini, Roberta Pitino; (dal 2025) Letizia Konderak, Franco Vaio, Bruna Vendemmia

comitato scientifico (dal 2022): Giandomenico Amendola, Andrea Arcidiacono, Arnaldo Bagnasco, Alessandro Balducci, Angela Barbanente, Cristina Bianchetti, Bertrando Bonfantini, Donatella Calabi, Giancarlo Consonni (fino alla sua scomparsa nel 2026), Maria Antonietta Crippa, Giuseppe De Luca, Giuseppe Dematteis, Francesco Indovina, Antonio Longo, Alfredo Mela, Raffaele Milani, Francesco Domenico Moccia, Giampaolo Nuvolati, Carlo Olmo, Pier Carlo Palermo, Gabriele Pasqui, Rosario Pavia, Laura Ricci, Enzo Scandurra, Silvano Tagliagambe, Michele Talia, Maurizio Tira, Massimo Venturi Ferriolo, Guido Zucconi

cittabenecomune@casadellacultura.it

 

 

conferenze-dialoghi

2017: Salvatore Settis
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

2018: Cesare de Seta
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

2019: G. Pasqui | C. Sini
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

2021: V. Magnago Lampugnani | G. Nuvolati
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

 

 

confronti

2021: programma/1,2,3,4
2022: programma/1,2,3,4
2023: programma/1,2,3,4
2024: programma/1,2,3,4
2025: programma/1,2,3,4
2026: programma/1,2,3.4
 
 

 

autoritratti

2017: Edoardo Salzano
2018: Silvano Tintori
2019: Alberto Magnaghi
2022: Pier Luigi Cervellati
2023: Valeria Erba

 

 

letture e pubblicazioni

2015: online
2016: online/periodico1/24
2017: online/periodico2/24
2018: online/periodico1/25
2019: online/periodico2/25
2020: online/pubblicazione
2021: online/pubblicazione
2022: online/pubblicazione
2023: online/pubblicazione
2024: online/pubblicazione
2025: online/pubblicazione
2026:

L. Bottini, Necessità di governare lo spazio pubblico, commento a: C. Burini, Governare lo spazio pubblico nelle città italiane (FrancoAngeli, 2024)

M. A. Crippa, L'architettura è un mistero, commento a : E. Faroldi, M. P. Vettori, L’architettura del mistero (LetteraVentidue 2025)

P. Gabellini, Un passato discusso e da discutere, commento ai numeri 165-166 e 169-170 di 'Urbanistica' (Inu Edizioni, 2022 e 2025)

P. C. Palermo, Dare voce a un disagio diffuso, commento a: L. Marescotti, Tra teoria e prassi (Biblion, 2025)

S. Tagliagambe, La città come spazio delle differenze, commento a: G. Pasqui, I filosofi e il progetto per la città (Mimesis 2025)

C. Olmo, Il corpo contro l'abuso della tecnologia, commento a: C. Bianchetti, Clandestine parentele (Donzelli, 2025)

G. Semi, L'urbanistica si impara (anche) nei centri sociali, commento a: V. Mattioli, Novanta (Einaudi 2025)

F. Paone, Avviciniamoci all'urbanistica, commento a: P. Gabellini, Avvicinarsi all’urbanistica (Planum, 2024)

F. D. Moccia, La lezione dell'esperienza, commento a: D. Vianello, Il mestiere dell’urbanista (INU Edizioni, 2025)

G. De Luca, La rigenerazione è tante cose, note sui libri di Carta, Carrà-Pultrone, Buttarelli-Cappuccitti (editori vari)

M. Talia, La Storia come orientamento, L'INU nei numeri doppi di "Urbanistica", a cura di Patrizia Gabellini (n. 165-166 del 2022), e a cura di Giulia Fini (n. 169-170 del 2025)

M. Villani, La necessità di disegnare i luoghi, Note sul contributo di Giancarlo Consonni alla cultura del progetto urbano

O. Pivetta, Milano, una città (solo) da usare?, commento a: G. Cervi, G. Consonni, (a cura di), Il verso di Milano, (About Cities, 2025)

F. Cambria, Un libro da usare?, commento a: C. Bianchetti, Clandestine parentele (Donzelli, 2025)

A. Ferlenga, Lost in transition, Commento a: L. Ciacci, L’inganno della città ideale (Pendragon, 2025)

C. Bianchetti, Cosa riflette il rombicubottaedro?, commento a: M. Biraghi, Quel che resta dell’architettura. Un progetto storico (Einaudi, 2025)

M. Venturi Ferriolo, Urbanistica: impariamo dai filosofi, commento a: G. Pasqui, I filosofi e il progetto per la città (Mimesis, 2025)

A. Bagnasco, Costruire luoghi terzi, commento a: O. De Leonardis, Preferirei di sì (DeriveApprodi, 2025)