Cristina Bianchetti  
  casa-della-cultura-milano      
   
 

LA BIOGRAFIA È UN GENERE PLURALE


Commento al libro di Manuel Orazi



Cristina Bianchetti


altri contributi:



  cristina-bianchetti-vite-stravaganti-architetti.jpg




 

1. Un deserto affollato

In un deserto affollato di saggi di architettura, in larga parte inutili, questo libro di Manuel Orazi è un buon incontro. È un buon incontro perché piacevole come lo è chiacchierare tra coloro che almeno un po’ tra loro si intendono; perché se ne infischia dei rituali accademici, ha la tonalità della divulgazione colta; e perché raccoglie un numero alto di brevi ritratti: Vite stravaganti di architetti – che poi è il titolo del libro edito da Giometti & Antonello nel 2025 – pubblicati su libri, giornali, riviste online tra il 2002 e il 2025 senza alcuna pretesa di completezza del quadro. La raccolta riscatta queste note da una ricezione breve e occasionale. La casualità della selezione, dal canto suo, mette al riparo da ambizioni esaustive.

Ci sono, naturalmente, le opere: le architetture e le teorie. Poche a dire il vero. Ci sono soprattutto luoghi di studio, trasferimenti, viaggi, spostamenti, progetti condivisi, studi professionali che si fanno, riviste che si inventano, rimandi continui. I ritratti introducono note affettive, casualità, giudizi: del resto, fin dal titolo, le vite sono in primo piano con il loro disordine. Sono certo vite ricche di incontri, relazioni, occasioni, legami affettivi, scelte non scontate, traslocazioni… ma perché stravaganti? Nonostante le indicazioni in quarta di copertina e nella relativa bandella che legano la stravaganza a «episodi accidentali, malintesi non chiariti, fruttuose distrazioni» è difficile sostenere l’aggettivazione come se fosse specifica di questi ritratti e ogni vita non fosse un cumulo di accidenti.

Queste vite sono spesso straripanti. Sicuramente amate da Orazi, che le segue con passione rincorrendo dettagli a prima vista insignificanti, ma capaci di restituire una tonalità, un ambiente. Così l’insistere sull’ambiente fiorentino, i radicali, la scuola di Savioli, Ricci, Benevolo. I gruppi dei giovanissimi e astutissimi che «volendo fare architettura a tutti i costi, anche senza committenti, si vestono con il camice bianco» (p.194). Che poi, «senza committenti» sottovaluta il ricco capitale sociale di cui godono. Orazi riconosce loro non solo freschezza compositiva, ma allegria visiva.

 

2. Tatto e sensibilità

I ritratti sviluppano testi che inizialmente erano recensioni o postfazioni o articoli su riviste cartacee e online. Soprattutto recensioni, genere nobilissimo, così strettamente intrecciato alla divulgazione, allo scherzo, alla divagazione onirica (che bello non essere di professione critico, diceva Manganelli, e andare vagabondando, adocchiare, commentare…). Una suggestiva geografia dei dettagli di vite, di attraversamenti, di luoghi.

Oggi l’insistenza sulla biografia torna quasi incessantemente. Resta il fatto che, come scrive Orazi, parlando di Loos (p. 37): le idee camminano sulle gambe degli uomini. L’aspetto molto prosaico e corporale mi sembra appropriato. Ma la biografia in sé non mette al riparo. Può essere, come tutti sanno, assai poco corporale, uno schizzo, una silhouette, un’astrazione: la biografia di un fantasma (René Guibert).

Sul vecchio corpo a corpo tra biografia e critica si potrebbe lavorare a lungo (lo stesso Orazi produce qualche spunto nel Prologo, nominato, appunto, «autobiografico»). La biografia (e l’autobiografia) torna continuamente, ho detto. Spesso sottovalutandone il difetto maggiore: l’ostinazione che è il contrario della stravaganza, la pretesa di restituire immagini coerenti, efficaci, produttive. La biografia è il terreno della finzione non voluta, esito del fatto che non sappiamo com’è stato per davvero ciò che sembra certo. La biografia è un genere plurale: ne racconti una, ma non è mai una.

In questo libro si ritrovano schegge, frammenti, frantumi, di biografie frammezzate ad altro. Dettagli che in genere enfatizzano incontri, circolarità ristrette, autorafforzate. Anche la scelta iconografica è particolare e può essere riportata al tema biografico. Pochissime immagini, in buona parte ritratti e autoritratti, qualche schizzo, pochi disegni di architettura.

 

3. Un libro affabulatorio

Quarantuno profili accompagnati da un’aggettivazione, a volte ironica, altre denotativa, altre inventiva o prosaica. Tutte alludono, all’angolazione adottata nel descrivere l’architetto del quale ci si occupa. Agglutinano le schegge attorno ad un profilo, ad una biografia: ne racconti una… Insomma, una forma involontaria di scorporazione. Eccoli: Ciriaco Pizzecolle d’Ancona (Protoarcheologo); Francesco Giorgio Martini (Macchinista); Giacomo Antonio Quarenghi (Neopalladiano); Jean-Jacques Lequeu (Eccentrico); William Le Baton Jenney (Capitano); Adolf Loos (Snob); Bruno Taut (Espressionista); Erich Mendelsohn (Orientale); Giuseppe Vaccaro (Ingegnere); Victor Bourgeois (Enfant prodige); Jean Prouvé (Il miglior fabbro); Ivo Pannaggi (Autodidatta); Lazar Khidekel (Suprematista); Giuseppe Terragni (Squadrista dell’architettura); Raphael Soriano (Scanzonato); Carlo Mollino (Erotomane); Stafania Filo Speziale (Aristocratica); Daniele Calabi (Architetto dei due mondi); Philip Johnson (Gagà); Jane Jacobs (Attivista); Anne Tyng (Anatomista della forma); Reyner Banham (Irsuto); Lara Vinca Masini (Eterodossa); Yona Friedman (Seminatore); Shadrach Woods (Schematizzatore); Gae Aulenti (Atacchica); André Corboz (Eclettico); Frank O. Gehry (Freak); Riccardo Dalisi (Bricoleur), Denise Scott-Brown (Pop-femminista), Remo Buti (Archigiano); Peter Eisenman (Contropiedista); Ugo La Pietra (Sinestesico); Pierluigi Cerri (Grafico); Charles Jencks (Dandy); Riccardo Bofill (Classicista); Gianni Pettena (Anarchitetto); Cristinao Toraldo di Francia e Adolfo Natalini (Vite parallele); Giuliano Fiorenzioli (Disegnatore); Jean-Luis Cohen (Ebreo errante); Italo Rota (Manierista).

È chiaro che un elenco così eterogeneo, ampio e mobile, così esplicito nel mostrare attrazioni e repulsioni, muove il capriccio di andare subito a sfogliare i ritratti a ciascuno più cari. È la parte piacevole del testo. Tatto e sensibilità diventano strumenti di ricognizione.

 

4. Uno scenario leggero

Si potrebbe obiettare, ma un’obiezione debole perché, nonostante l’autore si presenti per le sue competenze da storico, questo libro sfugge alle rigidità di un libro di storia. Uno scenario leggero che ci offre più di un gioco: il gioco della biografia; quello dell’accidente; quello della compilazione di una propria personale galleria di ritratti; quello di ciò di imponderabile e casuale che li tiene assieme… L’affacciarsi e il ritrarsi continuo di Bruno Zevi è un gioco nel gioco. Sembra che Nietzsche che di pesantezza e leggerezza se ne intendeva, abbia detto che andando sempre alla ricerca di fondamenti, alla fine si finisce con l’affondare. Ho letto questo libro d’un fiato, stando piacevolmente in superficie.

Cristina Bianchetti

 

 

N.d.C. - Cristina Bianchetti, già professore ordinario di urbanistica al Politecnico di Torino, è stata coordinatore dell'area dell'Architettura per la VQR (2011-2014), presidente del Nucleo di Valutazione dell'Università Iuav di Venezia (2016-2022) e dal 2019 al 2023 ha coordinato per ANVUR il Gruppo di Lavoro riviste per l’area dell’Architettura. Dal 1998 al 2024 ha curato la sezione Architettura per la rivista L’Indice dei libri del mese, cura la collana cp Critica del progetto per l’editore Donzelli. Tra le sue pubblicazioni: Abitare la città contemporanea (Skira, 2003); Urbanistica e sfera pubblica (Donzelli, 2008); Il Novecento è davvero finito. Considerazioni sull'urbanistica (Donzelli, 2011); (a cura di) Territori della condivisione. Una nuova città (Quodlibet, 2014); Spazi che contano. Il progetto urbanistico in epoca neo-liberale (Donzelli, 2016); Corpi tra spazio e progetto (Mimesis, 2020); Le mura di Troia. Lo spazio ricompone i corpi (Donzelli, 2023).

Per Città Bene Comune, ha scritto: La ricezione è un gioco di specchi (6 ottobre 2017); Lo spazio in cui ci si rende visibili… e la cerbiatta di Cuarón (5 ottobre 2018); Incoraggiare rotture e nuovi germogli (18 giugno 2021); Basaglia: i luoghi del mito (14 febbraio 2025).

Dei libri di Cristina Bianchetti hanno scritto in questa rubrica: Francesco Indovina, Quale urbanistica in epoca neo-liberale (3 febbraio 2017); Massimo Bricocoli, Spazi buoni da pensare (4 maggio 2017); Pier Carlo Palermo, Vanishing. Alla ricerca del progetto perduto (30 giugno 2017); Carlo Olmo, La città tra corpo malato e corpo perfetto (3 luglio 2020); Gabriele Pasqui, La ricerca è l’uso che se ne fa (28 maggio 2021); Ota de Leonardis, Le città sono persone che fanno cose (4 novembre 2022); Renzo Riboldazzi, L’urbanistica tra spazio e corpi (5 maggio 2023); Carlo Olmo, Un’urbanistica della materialità e del silenzio (30 giugno 2023).

N.B. I grassetti nel testo sono nostri.

R.R.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

03 OTTOBRE 2025

CITTÀ BENE COMUNE

Ambito di riflessione e dibattito sulla città, il territorio, l'ambiente, il paesaggio e le relative culture interpretative e progettuali

prodotto dalla Casa della Cultura e dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano

ideazione e direzione scientifica (dal 2013):
Renzo Riboldazzi

direttore responsabile (dal 2024): Annamaria Abbate

comitato editoriale (dal 2013): Elena Bertani, Oriana Codispoti; (dal 2024): Gilda Berruti, Luca Bottini, Chiara Nifosì, Marco Peverini, Roberta Pitino; (dal 2025) Monica Bernardi, Letizia Konderak, Franco Vaio, Bruna Vendemmia

comitato scientifico (dal 2022): Giandomenico Amendola, Arnaldo Bagnasco, Alessandro Balducci, Angela Barbanente, Cristina Bianchetti, Donatella Calabi, Giancarlo Consonni, Maria Antonietta Crippa, Giuseppe De Luca, Giuseppe Dematteis, Francesco Indovina, Alfredo Mela, Raffaele Milani, Francesco Domenico Moccia, Giampaolo Nuvolati, Carlo Olmo, Pier Carlo Palermo, Gabriele Pasqui, Rosario Pavia, Laura Ricci, Enzo Scandurra, Silvano Tagliagambe, Michele Talia, Maurizio Tira, Massimo Venturi Ferriolo, Guido Zucconi

cittabenecomune@casadellacultura.it

 

 

conferenze-dialoghi

2017: Salvatore Settis
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

2018: Cesare de Seta
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

2019: G. Pasqui | C. Sini
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

2021: V. Magnago Lampugnani | G. Nuvolati
locandina/presentazione
sintesi video/testo integrale

 

 

incontri-convegni

2021: programma/1,2,3,4
2022: programma/1,2,3,4
2023: programma/1,2,3,4
2024: programma/1,2,3,4
2025: programma/1,2,3,4
 
 

 

autoritratti

2017: Edoardo Salzano
2018: Silvano Tintori
2019: Alberto Magnaghi
2022: Pier Luigi Cervellati
2023: Valeria Erba

 

 

letture e pubblicazioni

2015: online
2016: online/periodico1/24
2017: online/periodico2/24
2018: online/periodico1/25
2019: online/pubblicazione
2020: online/pubblicazione
2021: online/pubblicazione
2022: online/pubblicazione
2023: online/pubblicazione
2024: online/pubblicazione
2025:

A. Colombo, Migliorare la vita di tutti, subito, commento a: L. Crespi, Stop City Now (LetteraVentidue, 2025)

F. Colombo, La vita è teatro (e arte), commento a: R. Sennett, La società del palcoscenico (Feltrinelli, 2024)

G. Nuvolati, Un genio anche per gli incroci, commento a: S. Cascavilla, Il dio degli incroci (Exòrma, 2021)

M. d'Ovidio, La città "altra" è oggi, commento a: L. Lippolis, Viaggio al termine della città (Elèuthera, 2024)

G. Consonni, Abitare il segreto dei luoghi, commento a: M. Belpoliti, Nord Nord (Einaudi, 2025)

M. Agostinelli, Salvare il suolo (anche dalle rinnovabili), commento a: P. Pileri, Dalla parte del suolo (Laterza, 2024)

E. Scandurra, L'umanità è nei luoghi, commento a: Lettere d’amore dalla via Appia (Gangemi, 2024)

L. Trentin, Conservare gli avanzi, senza dimenticarli, commento a: L. Crespi, Stop City Now (LetteraVentidue, 2025)

M. Russo, Urbanistica: una disciplina da riscoprire, commento a: L. Gaeta, Il primo libro di urbanistica (Einaudi, 2025)

A. Mazzette, Turismo urbano? Anche troppo, commento a: G. Amendola, Il turista e la città (Mario Adda Editore, 2025)

L. Bottini, Anche lo spazio parla, ascoltiamolo, commento a: A. Mela, E. Battaglini e A. Laura Palazzo, La società e lo spazio (Carocci, 2024)

C. Olmo, Mollino oltre la biografia d'artista, commento a: A. De Rossi, R. Dini, La montagna di Carlo Mollino (Hoepli, 2023)

G. L. Brunetti, L'architettura di Varese, una galassia, commento a: L. Crespi (a cura di), Atlante delle architetture e dei paesaggi dal 1945 a oggi in provincia di Varese (Silvana Editoriale, 2023)

R. Pavia, Imparare col corpo, viaggiando, commento a: R. Secchi, Itinerari dello sguardo in architettura (TAB edizioni, 2024)

B. Bottero, La difficile costruzione del quotidiano, commento a: M. Cucinella con S. Uccello, Città foresta umana (Einaudi, 2024)

P. C. Palermo, Cammei di urbanistica, commento a: L. Gaeta, Il primo libro di urbanistica (Einaudi, 2024)

F. de Agostini, L'empatia nella cassetta degli attrezzi, commento a: M. Cucinella con S. Uccello, Città foresta umana (Einaudi, 2024)

P. Vitillo, Abilitare le antinomie del piano, commento a: L. Gaeta, Il primo libro di urbanistica (Einaudi, 2024)

W. Tocci, Elogio dell'Urbanistica, un ritorno ai classici per continuare a riflettere (intervento al congresso INU 2025)

A. Delera, Troppo vecchi per capire?, commento a: A. Secchi, Milano. Due o tre cose che so di lei (Planum Publisher, 2024)

G. Nuvolati, Ci vuole una certa atmosfera, commento a: Tonino Griffero, Agostino Petrillo (a cura di), Atmosfere urbane (Ed. ETS, 2024)

D. Vannetiello, Un ponte tra le generazioni, commento a: G. Consonni, Non si salva il pianeta se non si salvano le città (Quodlibet, 2024)

R. Milani, Il sogno come progetto ovunque, commento a: M. Venturi Ferriolo, G. Burattoni, Un'estetica di progetto (Franco Angeli, 2024)

M. Serini, Sguardi neurodivergenti sulla città, commento a: A. Vanolo, La città autistica (Einaudi, 2024)

A. De Rossi, La feconda natura della rigenerazione, commento a: A. Lanzani, Rigenerazione urbana e territoriale al plurale (FrancoAngeli, 2024)

D. Grohmann, Una difesa attiva del suolo, commento a: F. Berni (a cura di), Parco della Piana di Assisi (Assisi Mia Ed. 2024)

F. Collotti, Contro la città usa e getta, commento a: V. Magnago Lampugnani, Contro la città usa e getta sostenibile (Bollati Boringhieri, 2024)

P. Perulli, La vendetta dei dimenticati, commento a: G. Buciuni, G. Corò, Periferie competitive (il Mulino, 2023)

F. Ceci, Abitare come agire sociale, commento a: M. Savino, L. Perini (a cura di), Abitare contemporaneo (FrancoAngeli, 2023)

L. Bottini, Città: una sfida esistenziale, commento a: S. Mancuso, Fitopolis (Laterza, 2023)

M. Biraghi, L'architettura va alle terme, commento a: G. D’Amia, E. Faroldi, M. P. Vettori 8a cura di), Le città di Igiea (Silvana Ed., 2024)

G. Piccarolo, Di fiumi e di risorgrnze, commento a: G. Cazzaniga, Il Fiume (Marinotti 2024)

W. Tocci, Per una nuova scienza della città, commento a: C. S. Bertuglia, F. Vaio (a cura di), La città dopo la pandemia (Aracne, 2023)

B. Bottero, L'urbanistica è quantica, commento a: A. Secchi, Milano. Due o tre cose che so di lei (Planum Publisher, 2024)

A. Lanzani, Milano: cosa resta (e come ricominciare, commento a: A. Secchi, Milano. Due o tre cose che so su di lei (Planum Publisher, 2024)

S. Zaggia, Il Ghetto di Venezia: una città, commento a: D. Calabi, Venezia e il Ghetto (Bollati Boringhieri, 2024)

G. Consonni, Fare della Storia una speranza, commento a: G. Bigatti, Milano (Mimesis, 2024)

G. Restaino, Roma, c'è un'altra città, commento a: M. Di Giovine, Paesaggio identitario (Quodlibet, 2024)

E. Scandurra, Un grido di dolore (e di amore) per Roma, commento a: R. Pavia, Roma Babilonia (Bordeaux, 2024)

E. Porqueddu, Nuove regole per la pianificazione, commento a: S. Cozzolino, S. Moroni, Action, Property and Beauty (Routledge, 2024)

S. Capolongo, Tante storie dentro alla Storia, commento a: G. D'Amia, E. Faroldi, M. P. Vettori (a cura di), Le città di Igiea (Silvana Editoriale, 2024)

M. Fortis, Interni milanesi, un libro e una mostra, commento a: E. Morteo e S. Pierini, Nelle case (Hoepli, 2023)

M.Bassanelli, Se l'ufficio si diffonde, commento a: I. Mariotti, E. Tomaz, G. Micek, C. Méndez-Ortega (a cura di), Evolution of New Working Spaces (Springer, 2024)

M. Peverini, L'egemonia della rendita urbana, commento a: B. Pizzo, Vivere o morire di rendita (Donzelli, 2023)

C. Bianchetti, Basaglia: i luoghi del mito, commento a: F. Foti, Franco Basaglia. La libertà è terapeutica (People, 2024)

G. Mura, Il territorio tra narrazione e promozione, commento a: P. de Salvo, M. Pizzi, Narrazione, sviluppo e governo del territorio. (FrancoAngeli, 2023)

F. de Agostini, La lucidità feroce di Giancarlo De Carlo, commento a: F. Samassa, Giancarlo De Carlo (Carocci, 2024)

A. L. Palazzo, Tre sguardi su Roma, commento ai libri di L. Montuori, E. Nigris, R. Pavia

A. Mela, Territorio e de-coincidenza, commento a: F. Jullien, Riaprire dei possibili (Orthotes, 2024)

G. Tonon, Gli spazi delle donne, commento a: M. Bassanelli, I. Forino (a cura di) Gli spazi delle donne (DeriveApprodi, 2024)

A. Calafati, Un viaggio nell'Italia di mezzo, commento a: Arturo Lanzani, a cura di, Italia di mezzo (Donzelli, 2024)